Storia

la nostra storia

"Io sono il più grande. L'ho detto persino prima di sapere di esserlo"

Muhammad Alì

Non so quanti centri non grandi come Galliate, 13-14 mila abitanti, possono vantare una storia, una tradizione di pugilato e di campioni così ricca, così continua nel tempo.

Piccola riflessione: la Boxe Galliate, maglietta rossa, è nata nel 1954, sull'onda del lungo grande "momento" pugilistico di quegli anni straordinari: Duilio Loi, Tiberio Mitri, Cecco Cavicchi, Giannelli, D'Agata in Italia; Ray Famechon e Humez in Francia; Rocky Marciano, Ray "Sugar" Robinson nel mondo, tanto per ricordare alcuni "monumenti" della boxe.

Dunque, la Boxe Galliate nasce ufficialmente nel 1954 grazie ad un appassionato dirigente, Luciano Ugazio, e a due pugili in attività, il novarese Cecco Rizzotti, che sposa una galliatese e qui si trasferisce, e Luciano Camurri, il primo grande campione del pugilato nato e cresciuto a Galliate. Questi tre uomini si organizzano, raccolgono i primi giovani "volontari", li radunano nella palestra dell'allora casa del Popolo, dove oggi sorge il supermercato CPL Coop, sulla strada che conduce a Novara.

C'era la palestra, c'era il bar con i giochi delle bocce. I simboli di quei tempi. La CPL sosteneva una polisportiva con atletica leggera, calcio, appunto bocce e pugilato. Il primo allenatore della neonata società è ovviamente il compianto Cecco Rizzotti, professionista di buona lega, eccellente welter e leggero, finalista di campionato italiano. La supervisione è dell'"eterno" Pierino Biscaldi, il vero autentico nume tutelare della boxe di Novara e zone limitrofe, lo scopritore e allenatore del campione olimpionico Cosimo Pinto.

L'anno seguente, il 1955, arriva in palestra un certo Felice Guarlotti, peso leggero, che diventerà il "papa" della Boxe Galliate. La guida ancora oggi in palestra, dopo 36 anni di ininterrotta attività, che continua. È proprio Guarlotti che ci racconta la fantastica storia del pugilato galliatese, intramezzata dai ricordi e dagli interventi di Zanirato, Camurri, Pesare e Merlin, che sono quattro dei sei pugili cresciuti alla Boxe Galliate che sono passati al professionismo. Gli altri due, il mediomassimo Bonettini e il leggero Pizzata, non sono galliatesi ma sono cresciuti comunque nella palestra di Guarlotti.

"Ho visto passare diversi presidenti come Ribotto, Pollastro, il dottor Antonio Fonio, Farinelli, Denzio, Barbe, Franzon, Soncin. I nostri pugili sono stati prima ospiti alla CPL, poi dal 1966 in piazza Vittorio Veneto dove ci sono i vigili urbani; infine, dal 1967 ad oggi ci siamo acquartierati nel Palazzetto dello sport'.

Felice Guarlotti, è... leggermente ingrassato rispetto alla foto che lo ritrae baldo 19enne, dallo sguardo penetrante. Ci ricorda qualche nome di quei primi anni "eroici", soprattutto quello di Graziano Vanzago che nel 1955 a Montecatini vinse il titolo italiano dei pesi medi, fra i novizi, superando tutti gli avversari.

Riprendiamo il filo del discorso. Dunque, Rizzotti ha con sé uno sparuto ma tenace gruppetto di novizi e dilettanti, con il galliatese purosangue Luciano Camurri, un welter proveniente dalla Novara Boxe, appunto Guarlotti, Vanzago, e poi Galletta, Matteo e il camerese Bonino Allevi che diventerà un noto professionista nella categoria dei massimi.

Continua nei ricordi l'allenatore: "La palestra si andava animando, venivano anche molti ragazzi per curiosare o per provare, e non pochi dopo aver preso il primo pugno sul naso, scappavano via. In oltre 35 anni di attività avrò visto e lavorato con almeno un centinaio di pugili o aspiranti tali, con tanti campioncini realizzati e alcune promesse non mantenute. Cose che capitano in tutte le palestre del mondo e soprattutto in uno sport duro com'è la boxe che non ammette infingimenti e non tollera mistificazioni.

Il primo dilettante di Galliate che passa al professionismo con tutti i crismi è il welter LUCIANO CAMURRI, classe 1931, che ha già 27 anni quando si toglie la maglietta rossa per vestire i colori della scuderia Ignis, con Cecchi manager.

Camurri oggi ha 60 anni, è commerciante-ambulante, ricorda molte cose di quella sua esperienza giovanile: "Diventai professionista nel 1958, in un momento in cui nella mia categoria c'erano diversi campioni, primo fra tutti il grossetano Marconi, poi incoronato europeo. Avevo combattuto 48 volte fra i dilettanti con tante vittorie e poche sconfitte, molti KO attivi: avevo un destro che faceva molto male".

Camurri debutta fra i "prò" sul ring di Ravenna e mette al tappeto alla prima ripresa l'idoletto locale Mancini, poi batte anche Cozzani, Ferrerò e Livio, finché viene sconfitto da un aspirante al titolo nazionale, il cremonese Borra. Dopo sei incontri da "prò", con quattro successi, un pari e una sconfitta, Camurri è costretto a lasciare la boxe per il lavoro. Ha quasi trent'anni, deve pensare alla famiglia, perché la boxe non gli da da vivere in modo sufficiente.

Negli anni Sessanta la palestra della sala Serenità (poi diventata sala di intrattenimento) è colma di pugili. Guarlotti rammenta bene i tre fratelli Persiani, Ratti, Roggio, Bonettini, Zanirato, Minesso, Tirloni, Caccia, A. Barbe, Darù, Rigo di Cameri, Ferrarini, Ceffa, Airoldi, Cerina, Coppola...

Nell'ottobre del 1961, un altro ragazzo della Boxe Galliate, TULLIO ZANIRATO, diventa professionista. È un leggero destinato poi col tempo a diventare welter. Risiede a Romentino, è di origine veneta (anzi di Rovigo) e fa il muratore. Non si è messo in particolare evidenza fra i dilettanti, anche se ha maturato una lunga formativa esperienza boxando con la maglietta per sei anni e per ben 85 volte.

È del 1937, e Guarlotti lo ritiene valido per il grande "salto". Tullio si accasa con la colonia Fiore di Torino, ma c'è sempre anche Guarlotti che segue e vigila dall'angolo. Questo indomito muratore fa il suo esordio il 27 ottobre del 1961 a Torino, e costringe il bresciano Trittico ad abbandonare dopo cinque riprese di botte.

Zanirato è un combattente nato, boxera fra i "prò" per qualcosa come tredici anni consecutivi, fino al 1974. Ci dice lui stesso, dopo essere sceso dal tetto di una casetta in ristrutturazione: "Ho incontrato tutti i più forti pari-peso d'Europa, per un totale di 72 matches. Ho ottenuto alcuni prestigiosi successi a Parigi contro la grande speranza francese Jean Bouttier e a Tenerife contro un notissimo campione spagnolo. Ovviamente ho perso molto, negli ultimi anni della carriera, soprattutto perché ho sempre accettato di boxare fuori casa e spesso contro il debuttante locale. Fra le vittorie che ricordo volentieri, ci sono quelle con i brasiliani Netto e De Jesus, con il nigeriano Floyd, con Lacerignola, Nateri, Tartarini... Ho perso la prima volta a Livorno con Ziino, dopo tredici incontri senza sconfitte".

Gli unici grandi pugili di quegli anni che Tullio non ha incontrato sono i mondiali Arcari e Lopopolo.

Mentre Zanirato porta avanti una più che dignitosa carriera da autentico e ammirato "guerriero del ring", alla Boxe Galliate si prosegue la politica del vivaio. Tanti novizi, tanti dilettanti. La palestra in quel periodo vede presenti Borgini, Vanetta, Bergantin, Fonio, Giorgio Merlin, Oronzo Pesare, Tantardini, Bertaggia, Pavesi, Guerra, Varisco, un promettente massimo Franco Machiné, il piccolo mosca Ortu... Un gruppo magnifico.

Con una punta di commozione, Guarlotti rammenta: "Avevo la palestra sempre stracolma negli anni Sessanta e Settanta, facevo fatica a trovare gli aiutanti. Machiné era un bel massimo in procinto di passare al professionismo, quando ha subito un brutto infortunio sul lavoro, con una gamba schiacciata e 86 punti di sutura. Ha dovuto smettere con lo sport, un vero peccato. Un altro eccellente pugile era il piccolo sardo Ortu, classificatosi secondo ai campionati italiani. Comunque il dilettante galliatese che ha ottenuto complessivamente il miglior record è stato il bravissimo Salvatore Manno, di origine siciliana, un vero talento".

Intanto Daniele Guerra, guardia di pubblica sicurezza, conquista il titolo italiano militari e poi addirittura quello europeo, categoria welter pesanti, aggiungendo un altro prestigioso alloro alla bacheca della Boxe Galliate. Nel 1969 passa al professionismo un altro ragazzo galliatese. Si chiama ORONZO PESARE, è un leggero junior, classe 1957, ha compiuto buone esperienze fra i "puri". Due volte secondo ai campionati italiani assoluti, sempre battuto dal napoletano Cotena; poi più volte azzurro con la Nazionale e Probabile Olimpionico per i Giochi di Città del Messico.

Questo Pesare è oriundo pugliese, di Taranto, e debutta in Nazionale nel luglio 1966 a Cagliari contro la Bulgaria. Sarà confermato contro le formidabili squadre dell'URSS e dell'USA.

Altra ondata di ricordi, altra valanga di nomi della Boxe Galliate: i fratelli Manno, Girelli, Fittipaldi, Galatis, Vicenti, Bernardi, Cuccù, Gandelli, Mazzanares, Di Maio, Recchia, Tubito, Mori, Gambaro, Garofalo, Brizio, Pizzata, M. Barbe, Potzolu...

Ecco Pesare neo-pro, debuttare con successo sul romano Calandro, costretto ad abbandonare alla seconda ripresa. Brutto stop successivo proprio a Galliate di fronte al temibile picchiatore bresciano Pasotti. Poi il ragazzo, che gareggia per la scuderia pesarese di Mongaretto, infila una splendida sequenza di vittorie, ben dieci: Cavazzini, Busanel, il turco Chikki, lo zambese Miller, Mattioli, Romani, l'argentino Oliva, il nigeriano Ikumapay, Meraviglia (è la semifinale per il titolo italiano) e poi il colorato Kid Bassey.

 

Pesare dunque appare pronto per battersi per il titolo italiano dei leggeri junior, detenuto dal picchiatore toscano Redi. E l'11 dicembre 1970, l'organizzatore Nello Mornese allestisce a Novara una riunione per il tricolore, presenti tutti i tifosi di Oronzo.

Lo ricordiamo: fu un incontro molto equilibrato, perché Redi di Pontedera era una "brutta bestia", ma l'arbitro romano Quacci giudicò male, decretando la sconfitta di Pesare che non aveva assolutamente perso. Successe il finimondo, l'arbitro dovette forzatamente restare prigioniero nel Paiazzetto dello Sport di Novara fino a notte inoltrata, prima di potersi sottrarre alla furia della folla imbufalita. Cose d'altri tempi, che la dicono lunga sulla passione dei nostri tifosi nei riguardi della boxe e dei suoi campioni.

Ci dice Pesare, che oggi lavora e abita a Novara: "Certamente non avevo perso, perché avevo sempre preso l'iniziativa. La Federazione ascoltò le mie proteste, e Redi sportivamente mi concesse la rivincita in campo neutro, a Bologna, nel marzo '71. Là, con la rabbia in corpo, ma anche con molta determinazione, vinsi nettamente ai punti convincendo tutti, anche il mio avversario".

Dunque finalmente Galliate ha un campione italiano professionista nella categoria dei leggeri junior: è il primo pugile galliatese di tutta la nostra storia (finora l'unico) che ha raggiunto un tale traguardo. Ed è anche il primo pugile novarese tricolore, ovviamente non considerando Nazzareno Giannelli che risiedette per qualche tempo a Novara durante la guerra e nel primo dopoguerra, alla famosa palestra Quadrini di largo San Martino.

Grandi entusiasmi a Galliate, con Oronzo dovunque premiato in modo solenne. Ma Pesare ha fretta: nel giugno del 1971 accetta la sfida del valtellinese Poli, perde il titolo italiano a Sondrio accusando una brutta ferita al 4.o tempo.

Il titolo tricolore è durato solo tre mesi nelle mani di Pesare, ma il vero pugilato professionistico è anche questo: non c'è tempo di dormire sugli allori, bisogna combattere e dovunque sei richiesto.

 

Mentre la carriera di Oronzo Pesare prosegue fra alti e bassi (per un totale di 42 incontri fra i professionisti), l'allenatore Guarlotti continua implacabile nella sua opera (forse "vocazione") di preparatore e allenatore di giovani pugili: ecco Caseddu, Polizzi, i due fratelli Palermo, Chieregato, Manisi, Tuzza, Renato Barbe, Calini, Cerini, Farina, Zemignani, Ingrassia, Persiani II, Infanti, Picone, Facchetti... Molti nomi rivelano le origini meridionali degli aspiranti campioni.

Scalpita intanto un altro dilettante in procinto di passare professionista. È un altro ragazzo di origine veneta, un leggero, che prima vince alla grande il titolo regionale dilettanti nella sua categoria, fornendo un'ottima impressione.

Ecco GIORGIO MERLIN fare l'esordio nel 1969 a Galliate battendo ai punti Dorai. Aggiunge Guarlotti: "Questo ragazzo ha compiuto una carriera strana fra i professionisti. È partito molto titubante, poi negli ultimi anni è stato veramente strepitoso, un vero campione".

Merlin, combattente di razza, autentico "fighter" del quadrato, vince con l'anconetano Orrù, con il cagliaritano Di Fiumeri, con il toscano Gennatiempo. Pareggia con Martucci, e perde con Rato, Giacomini, S. Loi, con il noto francese Azzaro a Grenoble, con Cappellini e Fabbri.

È amministrato da Fiore, esperto manager torinese, lo stesso di Zanirato, ma le vittorie tardano. Finché nel 1971 Merlin si sveglia improvvisamente, e diventa il protagonista, il pugile-clou di molte riunioni allestite a Novara da Mornese, con la partecipazione di alcuni neri africani (ricordate lo straordinario Shittu?).

Ecco Merlin fa scattare in piedi il Palasport dove un folto pubblico lo vede strapazzare Battistelli, Cavazzini, Russo, lo spagnolo Loren, Spera, Domingo Gimenez, e addirittura l'ex campione italiano Sanna, per intervento medico alla settima ripresa.

Merlin combatte molto (totalizzerà una quarantina di combattimenti) e strappa anche due ampi pareggi con Russo e Redi, anche se poi perde con il romano Prezioso, il teatino Carbonara, il nero Abdesalam Manan. Concluderà una carriera veramente strana ma ricca di tanti bei successi, offrendo sempre spettacolo e emozioni a tutti i pubblici d'Italia con la sua boxe estemporanea ma efficace.

Commenta Felice Guarlotti: "Merlin ci ha dato grosse soddisfazioni, anche se io sono convinto che poteva ottenere molto di più dal pugilato. Forse il ragazzo di Donada ha debuttato un po' tardi, a 25 anni'.

Intanto alla Boxe Galliate continuano ad arrivare giovani e ragazzi che vogliono diventare "campioni". Gli incontri trasmessi in TV invogliano molto e incoraggiano. Guarlotti ricorda che per alcuni anni la squadra piemontese di boxe ai Giochi della Gioventù era per tre-quarti composta da pugili di Galliate e dintorni.

Dopo Camurri, Zanirato, Pesare e Merlin, ecco un quinto professionista, il poderoso mediomassimo BONETTINI che tuttavia combatterà poco, in una categoria piuttosto difficile e povera di avversari. Poi verrà il momento del pernatese PALMIRO PIZZATA, peso leggero, diventato "prò" con Cicci Martelli e che presenta un discreto curriculum.

Carriera comunque breve quella di Pizzata, che debutta nel 1982 battendo il noto Sotgia: impegni di lavoro non gli permettono di allenarsi in modo conveniente e continuativo.

 

Il bilancio di questi 35 anni di boxe a Galliate è veramente grandioso, oltre ai sei pugili passati al professionismo, al titolo italiano conquistato da Pesare, alla maglia della Nazionale vestita da Pesare, ai nove pugili convocati per le diverse rappresentative italiane, ecco un campione italiano novizi (Vanzago), 13 titoli regionali novizi con il contorno di 38 secondi posti. E ancora, quattro novizi secondi ai campionati italiani; poi 29 titoli regionali vinti, con 39 piazzamenti al secondo posto. E avanti: due secondi posti con Pesare ai campionati italiani assoluti. 34 tornei vinti e tanti, tantissimi piazzamenti in ogni riunione a cui hanno partecipato le "magliette rosse".

E adesso? Conclude Guarlotti: "Adesso ho a disposizione alcuni ragazzi come Bignoli, Lombardi, Verri, Pavesi, Virton e altri che stanno per staccare il cartellino. Ovviamente il benessere, le automobili allontanano il giovane dal pugilato, ma la "noble art" resiste, perché il combattimento, la lotta è nello spirito degli uomini. Spero di avere ancora un campioncino nel futuro, che possa farci ricordare i tanti campioni che sono stati allievi della Boxe Galliate".

Attualmente i giovani pugili si allenano al Palazzetto dello sport comunale di via Mazzini.

 

In più di 35 anni di ininterrotta, instancabile attività, la Boxe Galliate presenta un bilancio eccezionale, sicuramente in attivo.

Non solo per il titolo italiano di Oronzo Pesare o per i sei pugili che sono stati avviati al professionismo, ma perché attraverso uno sport duro come la boxe, la società galliatese ha svolto una meritevole funzione sociale, tenendo lontani tanti giovani da tentazioni senza ritorno.

 

Tratto da "Personaggi e Miti dello Sport a Galliate"

Ideato, scritto e redatto da Gianfranco Capra

con la collaborazione di Ermanno Turino